La sindrome di ruminazione

 “…rigurgito il cibo ma involontariamente, è iniziato tutto con nausea e vomito, ma quando sono passate continuavo a rigurgitare senza volerlo…”

Quando pensiamo ai disturbi del comportamento alimentare (DCA) spesso facciamo riferimento solo ad anoressia nervosa e alla bulimia nervosa, due disturbi che rappresentano la maggior parte dei casi diagnosticati, dimenticando tutti quei casi di disturbi che per sintomi e caratteristiche borderline sono classificati come disturbi dell’alimentazione non altrimenti specificati.

Da questo gruppo d’incidenza crescente, con revisione periodica, si riesce a definire una nuova categoria di DCA con caratteristiche tali da renderla diagnosticabile come un disturbo specifico. Ad esempio tra le definizioni più recenti il picacismo, l’ingestione continua di materiali non alimentari, e la sindrome di ruminazione.

Il rigurgito del cibo dallo stomaco fino alla cavità orale che poi nuovamente masticato e, in alternativa, ingerito o sputato caratterizzano questa sindrome senza sintomi come vomito, nausea o dolori addominali.

In passato questo disturbo era specifico di neonati, bambini e persone con disabilità cognitive, recentemente ha un’incidenza maggiore negli adulti mentalmente sani, spesso associata alla depressione, come altri disturbi gastrointestinali può influenzare la qualità della vita di chi ne soffre compromettendone anche la vita sociale.

La difficoltà diagnostica della sindrome di ruminazione è dovuta principalmente alle somiglianze con altri gastrointestinali o con la bulimia come erosione dell’esofago o dello smalto causata dagli acidi, alitosi, malnutrizione. Il rigurgito può avvenire anche un minuto dopo l’ingestione del cibo, spesso scambiato erroneamente per un meccanismo compensatorio da bulimia nervosa.

Questi rigurgiti negli adulti diventano un’abitudine conscia ma involontaria che si manifesta senza controllo a volte causati da traumi fisici o emotivi a differenza della bulimia in cui il soggetto si auto-causa il rigetto del cibo senza poi ingerirlo nuovamente.

Spesso chi soffre di sindrome di ruminazione deve passare un iter diagnostico molto lungo e pieno di analisi ed esami inutili prima di arrivare alla diagnosi corretta. Anche se i primi episodi possono essere causati da fattori di stress come infezioni, quando queste sono risolte i rigurgiti continuano, invece l’eziologia può essere ritrovata in eventi psicosociali traumatici come depressione, disordine d’ansia, sindrome bipolare.

Come gli altri DCA anche la sindrome di ruminazione può causare disagio sociale e malnutrizione per cui è un approccio integrato tra psicologo e nutrizionista è il percorso migliore per risolvere le cause del problema ed evitare carenze nutrizionali e i disturbi che ne derivano.

 

Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29299311

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29277089

https://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/rumination-syndrome/symptoms-causes/syc-20377330

http://www.analesdepediatria.org/en-rumination-syndrome-diagnostic-therapeutic-difficulties-articulo-S234128791730220X?referer=buscador

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5905949/

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