Fibromialgia e nutrizione

La fibromialgia è una patologia altamente debilitante che peggiora la qualità della vita di chi ne soffre con dolori muscolari ed articolari, problemi del sonno e fatica cornica, tra i disturbi più frequenti. L’assenza di una terapia farmacologica realmente efficace pone il problema su quale sia il trattamento che possa migliorare effettivamente la sintomatologia. Chi soffre di fibromialgia deve affrontare un vero e proprio percorso ad ostacoli sin dalla diagnosi che può richiedere diversi mesi se non anni. Tra le comorbidità i pazienti fibromialgici presentano disturbi legati alla sfera psicologica come la depressione che va a completare un quadro di difficile definizione.

Tra le aree d’intervento la ricera legata all’alimentazione ha evidenziato negli ultimi anni caratteristiche comuni tra i pazienti fibromialgici. Non esistono marker specifici per questo disturbo ma carenze di vitamine e microelementi oltre a disbiosi intestinali sono tratti condivisi tra chi ne soffre.

Uno stato di malnutrizione caratterizza la fibromialgia con carenze di selenio, magnesio e zinco, ferro e ferritina oltre ad una bassa assunzine di triptofano. Questi microelementi sono implicati in diversi percorsi metabolici sia come antiossidanti sia con cofattori per la produzione di serotonina, ATP (il carburante delle cellule) e, come nel caso del magnesio chelante dell’alluminio, diminuendo la tossicità causati dai metalli pesanti.

Tra le vitamine è la vitamina B6 che ha un ruolo centrale nella coversione del glutammato in GABA. Infatti un eccesso di glutammato nella dieta è correlato a stati eccitatori cronici del sistema nervoso centrale che possono sintomatici con cefalea e dolori muscolari.

Allo stesso modo la carenza di vitamina D può peggiorare la sintomatoliga nei soggetti fibromialgici. I ricettori della vitamina D sono ubiquitari nel sistema nervoso centale e la vitamina D promuove diversi fattori di crescita nervosa e modula l’eccitabilità neuronale avendo una possibile correlazione con la disregolazione dell’elaborazione del dolore.

Nella valutazione del soggetto fibromialgico è importante approfondire lo stato di salute intestinale. Infatti un malassorbimento di sali minerali dovuto ad un eccesso di fruttosio nella dieta può incidere nella carenza generale di microelementi tipici dei fibromialgici. Come un circolo vizioso un eccesso di fruttosio, sia nelle sue forme semplici che in quelle complesse, rende l’assorbimento di sali minerali e amminoacidi meno efficiente con un feedback negativo sullo stesso intestino.

L’approccio nutrizionale indicato è quello di una dieta senza glutammato e aspartame, con carboidrati selezionati poco fermentabili, se necessario integrata con vitamina D, B6 e B12, zinco, selenio e magnesio. Ancora da confermare, dopo attenta anamnesi, la necessità di escludere lattosio e glutine. Un calo ponderale è richiesto per i soggetti in sovrappeso od obesi con lo scopo di abbassare la massa grassa e migliorare la funzionalità mitocrondiale oltre che migliorare la qualità della vita del soggetto.

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