Anoressia Nervosa

L’anoressia nervosa è un disturbo che colpisce giovani donne e adolescenti dei paesi occidentali, circa lo 0,3% della popolazione, con esordio tipico nell’adolescenza o nella prima età adulta, con incidenza nella tarda infanzia in aumento. Tipica del mondo femminile l’anoressia nervosa ha casi riscontrati anche tra gli uomini anche se la differenza tra le donne, 8 casi su 100.000 abitanti, e uomini, 1 caso su 100.00  è costante.

Poco frequente nei paesi in via di sviluppo, colpisce soprattutto i paesi occidentali dove le donne in particolare subiscono una forte pressione sociale verso il dimagriemento e la magrezza, tra le professioni più colpite le modelle, le atlete e ballerine.

Tre  sono i criteri diagnostici illustrati nel DSM-5, il manuale di riferimento statistico e diagnostico dei disturbi mentali, che classifica l’anoressia nervosa tra i tre principali disturbi dell’alimentazione: il primo criterio diagnostico valuta la restrizione nell’assunzione calorica in relazione alla necessità, restrizione che porta il peso significativamente in basso in relazione a sesso, età, salute fisica e fase di sviluppo. Genralemente se il valore dell’Indice di Massa Corporeo è inferiore a 18,5 si consiglia la consulenza di un’esperto per valutare anche altri sintomi.

Il secondo criterio è un’intensa paura di aumentare di peso o di ingrassare, in alternativa un comportamento che impedisca l’aumento del peso.

Il terzo criterio analizza il rapporto tra il peso o la forma del corpo visto in modo alterato, un’eccessiva  influenza di peso e corpo sull’autostima a cui si può aggiungere anche la mancanza di riconoscimento della gravità della condizione di sottopeso.

Dopo la recente revisione dei criteri è stato stabilito che l’amenorrea non è più necessaria in quanto non predittiva delle variabili psicopatologiche ma del peso e dei meccanismi compensatori, inoltre i soggetti che soddisfano i primi tre criteri ma senza amenorrea rispondono in maniera similare al medesimo trattamento. Escludendo l’amenorrea si può così valutare l’intera popolazione: donne che utilizzano contraccettivi orali, donne in età pre-menarcale e in post-menopausa e anche gli uomini, tutti gruppi esclusi della classificazione precedente.

L’anoressia nervosa si può manifestare con o senza comportamenti compensatori: in un caso abbiamo soggetti con restrizioni in cui non si presentano regolarmente abbuffate o condotte d’eliminazione come vomito o l’uso di lassativi e diuretici, l’altro caso rappresenta soggetti con abbuffate/condotte d’eliminazione regolari.

L’esordio dell’anoressia nervosa si ha prevalentemente nell’adolescenza con l’adozione di regole dietetiche rigide ed estreme, le motivazioni che portano alla restrizione alimentare sono preoccupazioni che riguardano il peso, la forma del corpo e possono nascere anche da altri processi psicologici. Tra i sintomi troviamo depressione, ansia, irritabilità, l’ossessione, difficoltà di concentrazione, perdita d’interesse sessuale, gli sbalzi dell’umore e l’isolamento sociale.

Tra i meccanismi messi in atto per il controllo del peso ci sono l’eliminazione di alcuni alimenti, la riduzione delle porzioni, , il non consumare alcuni pasti e l’eccessivo movimento fisico o compulsivo. Comuni i comportamenti che s’innescano a causa della restrizione calorica l’aumento del consumo di nervini come caffè o tè, la preoccupazione per il cibo, abitudini alimentari inusuali, occasionale introito di cibo incontrollato fino alla raccolta continua di ricette e libri di cucina. Il controllo del cibo si manifesta anche sulla selezione del cibo con cui alimentarsi per cui il cibo viene pesato più volte al fine di scegliere alimenti con meno grassi, ponendo attenzione maniacale alle etichette.

Le complicanze fisiche sono dovute a tre meccanismi: la restrizione calorica, i comportamenti eliminativi e il sottopeso. Segni fisici come arresto della crescita e dello sviluppo delle mammella se l’insorgenza è pre-puberale, la bradicardia con battiti inferiori ai 60 al minuto, e ipotensione con la pressione sistolica sotto i 90 mm Hg. Mani e piedi freddi dovuti all’ipotermia, lanugo ad avambracci, viso e alla schiena, pelle secca, caduta di capelli molto intensa, porpora, perimolisi con l’erosione della faccia interna della superficie dei denti, unghie fragili, edema in regione periorbitale, peritibiale e alle caviglie, debolezza muscolare.

Complicanze gastrointestinali si possono manifestare con il tempo e i soggetti anoressici possono soffrire di reflusso gastroesofageo, esofagite, ematemesi, gastroparesi o rottura gastrica, diminuzione della motilità del colon, alterazione dei valori di funzionalità epatica, alterata amilasi serica.

Complicanze endocrine e metaboliche si possono valutare tramite esami di laboratorio: ipoglicemia, ipocolesterolemia, bassi valori di estradiolo nelle donne o testosterone negli uomini, un assetto ormonale simile al malato eutiroideo con valori di T3 bassi a volte con anche T4 e TSH leggermente alto. I comportamenti di compensazione causano carenza di magnesio, potassio, fosforo e sodio. In generale invece l’anoressia nervosa può causare osteopenia e osteoporosi.

Infine tra le complicanze ematologiche: leucopenia, neutropenia e trombocitopenia, complicanze cardiovascolari, renali, riproduttive e neurologiche completano l’ampio quadro dei disturbi correlati all’anoressia nervosa.