Bulimia Nervosa

La bulmia nervosa venne definita a fine anni ’70 come variante dell’anoressia nervosa in cui agli episodi di binge-eating si affiancano le condotte di eliminazione assieme ad una paura morbosa d’ingrassare.  S’inizia così a trattare la bulimia nervosa come un vero e proprio disturbo, con una diagnosi specifica, fino a quel momento confusa spesso con episodi di isteria, anoressia o schizofrenia.

La bulimia nervosa è un disturbo del comportamento alimentare finalizzato al controllo del peso, danneggia la salute e il funzionamento psicologico e non è secondaria ad altra patologia medica o psichiatrica.

Un’abbuffata è caratterizzata da queste due caratteristiche, la prima mangiare in un determinato periodo di tempo una quantità di cibo significativamente maggiore di quello che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso periodo di tempo, la seconda è la sensazione di perdere il controllo durante l’episodio. Le condotte compensatorie vengono attuate per prevenire l’aumento del peso: vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici ed altri farmaci, digiuno o esercizio fisico eccessivo. Per poter definire la bulimia nervosa serve almeno un episodio d’abbuffata alla settimana nell’arco dei tre mesi. L’autostima influenzata da peso  e da forma del corpo, l’alterazione non si manifesta esclusivamente nel corso di episodi di anoressia nervosa (DSM-5).

La bulimia nervosa può essere caratterizzata da condotte di eliminazione con vomito autoindotto o con l’utilizzo di lassativi e diuretici oppure senza condotte di eliminazione ma con altri comportamenti di eliminazione: l’esercizio fisico o il digiuno ma senza farmaci o vomito.

L’incidenza della bulimia nervosa è in aumento con 13 nuovi casi ogni 100.000 abitanti e oggi il disturbo colpisce circa l’1% delle adolescenti e delle giovani donne. Disturbo tipico delle popolazioni caucasiche, equamente distribuita nelle classi sociali, rara nei maschi, l’esordio generalmente avviene durante l’adolescenza e nella prima fase adulta.

Anoressia nervosa e bulimia nervosa hanno meccanismi opposti, la prima prevede restrizione calorica e sottopeso, la seconda abbuffate ed eccesso ponderale, ma entrambe nascono dalla valutazione del sé basata esclusivamente sul peso e sull’aspetto fisico. Anche la bulimia nervosa inizia come l’anoressia nervosa con l’adozione di regole dietetiche rigide ed estreme e spesso per periodi medio-lunghi soddisfa i criteri dell’anoressia nervosa ma nel rapporto tra periodi di restrizione, abbuffate e comportamenti eliminativi il peso spesso è normale o sovrappeso, difficilmente si sfocia nell’obesità. Tra i  sintomi ansia, depressione, a volte l’uso di alcol o sostanze psicoattive.

Rispetto all’anoressia nervosa le complicanze fisiche delle bulimia nervosa sono minori anche se altrettanto pericolose se il distrubo non viene risolto. I disturbi fisici peggiorano con l’aumento degli episodi di vomito come esofagite, gonfiore delle ghiandole parotidi e delle ghiandole sottomandibolari, disturbi elettrolitici, danni dentali e il tipico segno di Russel, l’ispessimento o le cicatrici  della superficie dorsale della mano causati dalla pressione delle mani contro i denti durante gli episodi di vomito autoindotto.